di FRANCESCO TRONCARELLI
Gruppo di famiglia in un interno. La tavola è imbandita con un bel piatto di cornetti e meringhe. La tazza col cappuccino fumante e i caffè con la miscela migliore sono pronti per essere bevuti.
La serenità domina questo momento conviviale in cui la passione per Long John la fa da padrone. Tutti infatti hanno una copia jn mano di "Chinaglia per sempre", il libro dedicato al Grido di battaglia della gente laziale.
Poteva bastare una copia, del resto sono in famiglia, e invece ognuno ha voluto la sua, per leggerla in tranquillità e per rivivere singolarmente una storia vissuta che racconta il bomber più amato nella storia ultracentenaria della Prima squadra della Capitale.
A ciascuno il suo Chinaglia, perchè se è vero come è vero che Long John è stato un simbolo di riscatto per tutti è anche vero che ciascuno dei suoi amminiratori ha un episodio, un gol, un'emozione particolare diversa dagli altri da ricordare.
C'era una volta la "Colazione da Tiffany" con la meravigliosa Audrey Hepburn, ora c'è la colazione con Giorgio, un film spettacolare su un grandissimo calciatore che è stato girato in bianco e nero ma fa sognare a colori a distanza di anni dall'ultimo ciak, Lazio-Torino 25 aprile 1976.
Che bella questa foto, così semplice ma molto significativa, sembra un'illustrazione di Norman Rockwell per la copertina di The Saturday Evening Post, un olio su tela di Matisse (The dessert) o un'immagine a corredo delle poesie di Guido Gozzano mentre il tempo scorre lento e senza affanni.
Una foto che sa di famiglia, come la Lazio, una grande famiglia allargata che accoglie da sempre tutti quelli che si riconoscono nei suoi valori, classe, rispetto, tifo incondizionato.
E la famiglia di Roberta Palombo è il simbolo di questo amore imcondizionato per la Lazio e per Giorgio Chinaglia, una passione trasmessa di padre in figlio. Papà Paolo, zia Milvia e zia Luisa, eccoli con il loro sorriso a rallegrarci la giornata. Che dolcezza, che spettacolo.
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| a Fiumicino per accogliere Long John |
E non poteva essere diversamente perchè Roberta faceva parte di quel manipolo di fedelissimi che all'alba del 15 settembre 2013 si presentò a Fiumicino per accogliere il Boing che dall'America portava a Roma la salma di Long John.
Lei, Antonella Rocchi, Alba Fumanti, Patrizia Cruciani e Fabrizio Fazzini erano lì a dare il bentornato a Giorgione che tornava alla casa del padre (Maestrelli) accompagnato in quell'ultimo viaggio dalla moglie Connie e i figli Giorgio jr, Stephanie e Cynthia.
Una storia incredibile. Una storia di Lazio, una storia di amicizia, storie meravigliose che ti riconciliano con il tuo essere tifoso di un sogno. Come la colazione con Chinaglia. Per sempre.



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