sabato 11 luglio 2026

Addio Peppino di Capri

 di FRANCESCO TRONCARELLI

Se n'è andato in punta di piedi nella sua amata isola Peppino di Capri, dopo una vita da protagonista assoluto della scena musicale, tra poco avrebbe compiuto 87 anni. 

Un mito della nostra musica conosciuto e apprezzato ovunque. Era partito come versione partenopea di Buddy Holly per poi arrivare come Peppino di Capri, ambasciatore della melodia italiana nel mondo e gran signore dello spettacolo.

La sua è stata una carriera straordinaria. Ha modernizzato la canzone napoletana, ha portato il twist in Italia, ha vinto Sanremo e cantato coi Beatles, passando senza soluzione di continuità dalle luci soffuse dei night all’acustica perfetta della prestigiosa Carnegie Hall di New York.

È stato uno degli artisti più amati e popolari del Bel paese, re della canzone confidenziale ma anche dei balli più in voga nel tempo nei locali notturni, dal cha cha passando per l’hully gully sino ovviamente al lento cheek to cheek. 

Un artista di rilevanza internazionale apprezzato per i suoi brani evergreen che hanno accompagnato generazioni su generazioni.

Ha cominciato da piccolo, vero bambino prodigio e figlio di musicisti, suonando il piano per gli americani di stanza nell’isola Azzurra nel periodo bellico.

Poi seguendo quella che ormai era la sua strada, l’esordio a metà dei 50 con l’amico Bebè Falconieri al “Rancio fellone” di Ischia che lo porterà a partecipare alla trasmissione televisiva “Primo applauso” condotta da Enzo Tortora, sorta di talent ante litteram per gli esordienti.

A quel debutto seguì la formazione del gruppo che lo accompagnerà passo dopo passo sulla via del successo, composto oltre a Bebè dal chitarrista Mario Cenci (autore di tanti suoi brani come ad esempio “Saint Tropez twist”), Pino Amenta e Gabriele Varano.

Erano i Capri boys guidati da lui, Giuseppe Faiella (così registrato all’anagrafe), che scoperti dai discografici milanesi della Carish, divennero ben presto Peppino di Capri e i suoi Rockers.

Occhiali con la grande montatura nera, ciuffo pronunciato, voce caratteristica a singhiozzo, Peppino con le sue interpretazioni che richiamano un po’ Paul Anka un po’ Don Marino Barreto jr, si fa subito notare e al terzo disco, “Nun è peccato”, capolavoro firmato da Ugo Calise (Si mme suonne 'int''e suonne che faje, nun è peccato, e si, 'nzuonno, nu vaso mme daje, nun è peccato...) arriva nella classifica dei brani più venduti.

E’ il 1958, l’Italia scopre questo ragazzo dinoccolato che ha la musica nelle vene e che da quel momento inanellerà una serie interminabile di successi diventando così uno dei beniamini del pubblico.

“Nessuno al mondo”, “Luna caprese”, “Let’s twist again”, "Saint Tropez twist" (un milione e 200mila dischi in soli tre mesi, record), “Don’t play that song” (memorabile la scena ne “Il Sorpasso”, in cui Tirtignant osserva la gente che balla in spiaggia col suo brano diffuso da un juke box), “Speedy Gonzales”, “Malatia”, “Roberta” (dedicato alla prima moglie, sposata in un matrimonio da favola e con la stampa alle calcagna), “E sera”, “Me chiamme ammore” (vittoria al Festival di Napoli), “Frennesia”.

E ancora i brani con cui ha vinto Sanremo “Un grande amore e niente più” firmato dall'amico di sempre Franco Califano e "Non lo faccio più” e poi la fortunata sigla di Rischiatutto scritta da Paolo Limiti “Amare di meno”, l'avvolgente “Incredibile voglia di te”, la romantica“ Il sognatore” e ovviamente “Champagne” firmata da Depsa e Mimmo Di Francia, che è diventato un successo internazionale e il suo cavallo di battaglia applaudito dappertutto.

Canzoni che hanno fatto nascere amori e storie indimenticabili e che a distanza di tempo oltre ad emozionare ancora, sono per così dire “migliorate”, come la voce di Peppino, che col.passare degli anni non aveva  più quell’intonazione nasale e sincopata degli esordi ma una timbrica speciale, molto suadente e profonda, che lo faceva apprezzare ancora di più.

40 milioni di dischi venduti, oltre 500 brani incisi con tutti i supporti fisici, ovvero 78, 33 e 45 giri, per proseguire con le cassette e i CD e che ora si fruiscono tramite i supporti digitali come Spotify e I Tunes, veterano di Sanremo con quindici partecipazioni e il meritato Premio alla carriera,.

Protagonista sia nel Cinema degli anni del boom coi vari musicarelli e sia in quello recente col successo al botteghino di “Natale col boss” insieme a Lillo e Greg, Peppino di Capri ha superato con la sua classe mode e tendenze, resistendo alle ondate del nuovi miti con la sua professionalità apprezzata da tutyo e la sua storia è diventara una fiction RAI per la regia di Cinzia TH Torrini.

Artista di razza e di lungo corso ha dato tutto se stesso ricevendo in cambio l’affetto della gente e la stima degli addetti ai lavori, ora le sue canzoni resteranno per sempre per perpetuare il suo ricordo. Addio caro Peppino...







Nessun commento:

Posta un commento

Addio Peppino di Capri

  di FRANCESCO TRONCARELLI Se n'è andato in punta di piedi nella sua amata isola Peppino di Capri, dopo una vita da protagonista assolut...