di FRANCESCO TRONCARELLI
Giallo è il sole, la forza mi dà
Sandokan Sandokan
Dammi forza ogni giorno, ogni notte il coraggio verrà
Fisico possente, portamento elegante, sguardo magnetico, Kabir Bedi ha conservato il fascino con cui aveva conquistato l'Italia quando apparve sul piccolo schermo per interpretare Sandokan, la serie tv diretta da Sergio Sollima che incollò la bellezza di 27 milioni di telespettatori davanti al video.
Oggi spegne 80 candeline con a fianco Parveen Dusanj, la quarta moglie, sposata nel 2016 dopo dieci anni di felice convivenza, 80 primavere sulle spalle, ma il tempo per lui sembra essersi fermato. Certo, qualche chilo in più c'è, ma quel sorriso che trasmette serenità conferma che è sempre lo stesso, un uomo aperto verso il prossimo oltre che un grande attore.
Il prode Kabir vive per gran parte dell'anno a Mumbai e attualmente collabora a progetti umanitari come Care&Share Foundation che lo portano in tutto il mondo come testimonial delle iniziative che questo ente benefico persegue.
Attraverso i social manda spesso e volentieri messaggi agli amici italiani di incoraggiamento, gentilezza e fratellanza. All'Italia del resto deve tutto, perchè come ci aveva confidato in una delle tante interviste, dimostrando non solo un'ottima conoscenza della nostra lingua ma anche dei nostri modi di dire, in Italia aveva trovato l'America.
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| con la Perla di Labuan |
E in effetti partecipando come protagonista a quella storica serie
televisiva, ha spiccato il volo verso una fortunata carriera da divo
internazionale a fianco di grandi attori e in produzioni hollywodiane.
Un boom televisivo che tra l'altro, permise a molti di conoscere attraverso la tv, prima che sui libri, l'opera di Emilio Salgari, tutto grazie a quel volto con gli occhi bistrati di kajal, che identificava la Tigre di Mompracem.
Sei puntate trasmesse esattamente 50 anni fa, dal 6 gennaio all'8 febbraio 1976, ricche di colpi di scena e
avventure con un cast di prim'ordine che vedeva tra gli altri Philippe
Leroy (Yanez), Carole André (Lady
Marianna - la perla di Labuan) e i bravi Adolfo Celi e Andrea Giordana.
Nato il 16 gennaio del 1946 a Lahore, nel Punjab pachistano (allora parte del dominio coloniale britannico), figlio di Baba Bedi, un sik maestro spirituale e filosofo, ha frequenta lo Sherwood College di Nainital.
Ha recitato in centinaia di pellicole, molte a Bollywood, ed è conosciuto
a livello mondiale. Tra i film più noti si ricorda quello di James Bond
"Octopussy" (007 Operazione Piovra) nel ruolo dell'avversario di
Roger Moore che ha fatto epoca.
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| Kabir e Roger Moore 007 |
Tra le innumerevoli produzioni, ha lavorato accanto a Michael Caine nel film "Ashanti", ne "Il ladro di Bagdad", ne "Il corsaro nero". E' stato Lord Rama in "General Hospital" di Ahmed Kamal nell'episodio Miraggio di Riptide, Farouk Ahmed in "Dynasty", Malcolm nell'episodio "Legend of the Lost Art" di Magnum P.I., il Principe Omar di "Beautiful" nelle stagioni '94 e '95 e guest appearence in "Supercar".
Ma non solo, perchè si nasce tigre di Mompracem ma si finisce a friggere pakora in casa di nonno Libero. A dimostrazione della sua proverbiale professionalità che l'ha portato a interpretare qualsiasi ruolo con il massimo impegno e in questo caso con tanta autoirona.
Kabir Bedi infatti era un ristoratore indiano in "Un medico in famiglia" (edizione del 2007), prima in contrasto poi amico di Lino Banfi e motivo di un cedimento sentimentale della colf Cettina.
Nonostante questo ruolo da commedia brillante (e una partecipazione all'Isola dei famosi e al Grande Fratello Vip) per tutti resta Sandokan, l'eroe che fece scoprire l'esotismo e le avventure dei pirati ribelli in terra di Malesia, permettendo agli italiani di staccare la spina agli italiani dalle cupe atmosfere degli Anni di piombo.
| con Lino Banfi e Milena Vukotic nel Medico in famiglia |
Basti pensare che Kabir per sostenere il provino definitivo venne a Roma a sue spese dall'India e che dopo essere diventato ultra popolare (vinse anche il Telegatto, l'Oscar Tv), riuscì nell'impresa insolita di essere accolto dagli operai della Mirafiori con i romanzi di Salgari in mano.
E c'è anche un'altra considerazione da fare. La sigla del "vecchio" Sandokan era parte integrante di quel successo oltre ad essere un pezzo gradevole, trascinante nella musica e nel testo. E quindi non assolutamente da riproporre con altro arrangiamento e da altri interpreti come è stato fatto.
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| il disco |
Venne realizzato dai fratelli Guido e Maurizio De Angelis, conosciuti come Oliver Onions, che dopo il debutto come duo cantautorale, avevano trovato la loro strada nella composizione di musiche per film e per la tv.
La prima fu per il film di Nino Manfredi “Per grazia ricevuta”, poi vennero quelle per le pellicole di Terence Hill e Bud Spencer e di famose serie televisive a conferma della loro capacità e talento nel saper sottolineare storie e situazioni diverse con la loro musica.
Il loro brano "Sandokan" ("Sweet Lady Blue" eraq il lato B del 45 giri), molto ritmato e introdotto dal nome della Tigre urlato a squarciagola, ebbe un boom strepitoso conquistando i vertici della Hit parade italiana (18 settimane nella Top ten) e poi di altri paesi. E ancora oggi emoziona.
Come Kabir Bedi, attore di razza e dal grande carisma che oggi compie gli anni. Auguri unico e inimitabile Sandokan!


































