di FRANCESCO TRONCARELLI
Quello sguardo che ti entrava dentro, quel fisico da pin up, quel fascino tipico degli anni Sessanta, quando le straniere venivano in Italia ed erano considerate di un altro pianeta.
Elke Sommer che ci ha lasciato con 85 primavere sulle spalle, era tutto questo, oltre ad essere un'attrice di caratura internazionale e una cantante affermata nel suo paese, la Germania.
Era nata a Spandau, Berlino, il 5 novembre 1940 da una famiglia nobile della cittadina con tanto di padre pastore luterano.
Una ragazza come tante, che "scesa" in Italia come tante sue coetanee per le vacanze, viene eletta inaspettatamente Miss Viareggio. E da lì nasce la sua fortuna.
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| Elke con Ugo Tognazzi e Walter Chiari |
Le sue foto vengono notate da Vittorio De Sica che la invita a Roma per un provino. Nel 1958 gira il suo primo film cambiando il cognome da Schletz a Sommer (in tedesco estate), la cui pronuncia era più facile per la lingua italiana.
Prende parte così a una serie di film di cassetta come L'amico del giaguaro, La Pica sul Pacifico, Urlatori alla sbarra e Intrigo a Taormina, con attori molto popolari come Walter Chiari, Ugo Tognazzi, Mario Carotenuto, Tina Pica e i Brutos, che la fanno diventare una beniamino del pubblico maschile.
Sono le prove generali di una grande e lunga carriera che col trasferimento a Hollywood la impongono come sex symbol grazie anche alle copertine di Playboy e alla pubblicità del Coppertone ma anche come attrice brillante in numerose pellicole.
Il suo debutto nella Mecca del cinema nel 63 è subito col botto grazie al film Intrigo a Stoccolma di Mark Robson, accanto tra gli altri a Paul Newman ed Edward G. Robinson, film di grande successo che le fa ottenere il Golden Globe come migliore attrice esordiente dell'anno.
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| Intrigo a Stoccolma con Paul Newman |
Nel 1964 si trasferisce a Beverly Hills, ove conosce il suo primo marito, il giornalista e scrittore Joe Hyams, autore delle foto del citato servizio su Playboy.
La Sommer diventa rapidamente una delle attrici più richieste e popolari del decennio, assicurandosi il ruolo di protagonista femminile in vari film, tra i quali Uno sparo nel buio (1964) di Blake Edwards, con Peter Sellers, L'arte di amare (1965) di Norman Jewison, con James Garner e Dick Van Dyke, Tramonto di un idolo (1966) di Russell Rouse, con Stephen Boyd e Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm (1968) con Dean Martin.
Nel 1972 torna nel Bel paese per interpretare due film horror diretti da Mario Bava, Gli orrori del castello di Norimberga e Lisa e il diavolo, diventati due cult movie del genere. Viene nuovamente diretta da Bava in La casa dell'esorcismo (1975) dove recita con Telly Savalas e Sylva Koscina.
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| Uno sparo nel buio con Peter Sellers |
Alla fine dei 70 nuovi volti e nuovi miti al femminile insidiano la sua popolarità e cosi oltre a interpretare film come Intrigo in Svizzera (1976) di Jack Arnold e Il prigioniero di Zenda (1979) di Richard Quine, ove affianca nuovamente Peter Sellers, si concentra con successo nel canto e la pittura, suoi hobby giovanili.
La notizia della sua scomparsa è stata rilanciata dai siti del cinema e dai media di tutto il mondo, testimonianza della sua grande popolarità e del ricordo che aveva lasciato nella memoria collettiva di varie nazioni.
Del resto la bionda Elke aveva lavorato in una mezza dozzina di paesi diversi, imparandone la lingua e facendosi cosi amare ovunque. Tutti l'apprezzavano insomma e le volevano bene, tutti tranne Zsa Zsa Gabor, un'accesa rivalità durata anni e culminata in una causa per diffamazione.
Chissà se ora lassù continueranno a litigare o si riappacificheranno con un celestiale abbraccio. Addio Elke.



































