di FRANCESCO TRONCARELLI
Si chiama Edoardo Motta, è alto un metro e 94 e pesa 87 chili ed è nato a Biella è l'uomo del giorno anche se ha solo 21 anni ed è un ragazzino. È l'uomo del giorno perche con le sue parate ha portato la Lazio in finale di Coppa Italia.
Quattro penalty parati, un exploit che ha impressionato e colpito tutta l'Italia sportiva e reso felici i tifosi laziali. La sua impresa lo ha reso popolarissimo improvvisamente ed oggi è sulle prime pagine di tutti i giornali.
Come un attore quando vince l'Oscar o un cantante Sanremo, ma lui ha fatto di più, ha parato 4 rigori diventando l'eroe della New Balance Arena di Bergamo e un meme sui social dove impazzano filmati e foto che lo ritraggono nell'impresa.
La cosa più incredibile che solo un anno fa, il 25 aprile del 2025 esordiva in serie B con la Reggiana e ora, un anno dopo, è il numero uno del calcio di nome e di fatto.
Idolo della gente laziale pur essendo arrivato per ultimo alla corte di Sarri a gennaio per sostituire Mandas ceduto a sorpresa e quindi a Rima solo per fare da secondo a Provedel, il titolare.
Il caso ha voluto che Provedel s'infortumasse e così il baby portiere si è trovato fra i pali in serie A con la maglia biancoceleste contro il Sassuolo e al debutto in serie A.
Un esordio positivo con tre clean sheet nelle prime tre partite. Il resto è già storia. Con solo sei partite alle spalle fa il fenomeno contro l'Atalanta (eccezionale l"intervento sul colpo di testa di Scamacca a un minuto dalla fine dei supplementari) e la Lazio vola in finale.
Un trionfo tutto da gustare e da condividere con gli altri giocatori che comunque hanno contribuito a raggiungere l'obiettivo, a cominciare dai Giganti della difesa Romagnoli e Gila per proseguire a Taylor e Isasken che i rigori li hanno segnati al contrario dei bergamaschi.
E che ora dopo una notte di festeggiamenti tutti insieme stanno dicendo, buondì Motta!



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