di FRANCESCO TRONCARELLI
Totò e Anna Magnani lo inaugurarono, Claudio Villa ci trionfò con Granada, Mina esplose qui con Se telefonando, Walter Chiari coi suoi monologhi paralizzò il pubblico, Sordi ci ha ballato il Tuca Tuca con la Carrà, Alberto Lupo ci ha sussurato Parole parole parole e Montessno è stato Fantastico con Celentano "re degli ignoranti".
Eppure tutto questo "ben di Dio" televisivo non è bastato per salvarlo dalla fine. Signore e signori si chiude. Tutto finito. Il Delle Vittorie, tempio del varietà e degli show del sabato sera dell'Italia del boom e degli anni a venire, leggi Austerity, Covid e compagnia varia, cessa per riconsegna delle chiavi.
Come l'alimentari sotto casa, come il falegname all'angolo, come la bottega del vino e oli. Si chiude per vendere. La Rai ha deciso che questo teatro di posa che con i suoi spettacoli e produzioni ha cresciuto generazioni su generazioni, non è più strategico per la realizzazione dei nuovi programmi.
È obsoleto rispetto alle nuove tecnologie e quindi si può cedere al miglior offerente. Le proposte d'acquisto andranno presentate in busta chiusa agli uffici di Viale Mazzini entro il prossimo 22 maggio.
E poi? Chi caccia più soldi se lo pappa e ne farà quel che vuole: supermercato, uffici, magazzino, salone di bellezza, chissà chi lo sa avrebbe detto il Febo Conti della Tv dei Ragazzi di una volta (anche questa archiviata senza un perchè).
Canzonissima, Studio Uno, Milleluci, Fantastico, Scommettiamo che, Al Paradise, roba passata che però quando viene riproposta a Techetechetè con i suoi protagonisti funziona, ma anche i Soliti ignoti di Amadeus e Affari tuoi di De Martino saranno un ricordo.
Che tristezza. che pena. che ignoranza per un pugno di dollari. Ci vorrebbe un Clint Eastwood guidato da Sergio Leone per fermare questo scempio. Si perchè la cultura e la Rai con queste trasmissioni realizzate qui faceva cultura, non si misura in metri quadrati.
La bella televisione fatta da professionisti (Antonello Falqui, Cesarini da Senigallia, Don Lurio, ecc. ecc.) non può essere dimenticata e gettata alle ortiche. È un patrimonio di tutti, è un bene comune da preservare e semmai da imitare e riproporre alla faccia di Grandi fratelli e Isole di morti di fama.
E il Teatro delle Vittorie dove non a caso fu allestita la camera ardente di Pippo Baudo proprio perchè simbolo della bella televisione. va tutelato. Come il Caffè Greco a via Condotti che ha sì cambiato proprietà ma sarà riaperto come era.
Ripensateci, non fate harakiri, dimostrate di meritare il posto che occupate. Salvate il Teatro Delle Vittorie da una morte annunciata. Perché nessuno vuole che in questo teatro cali per sempre il sipario.



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