di FRANCESCO TRONCARELLI
Ho chiesto a Mino Caprio di farmi un regalo. Leggere l'ultimo capitolo di "Chinaglia per sempre" il libro che ho scritto sul Grido di battaglia della gente laziale.È il capitolo che racconta gli ultimi giorni di Giorgio vissuti a Naples dove morì il primo aprile del 2012. Il capitolo si intitola "The end", la fine.
Accettando con entusiasmo l'invito, il regalo però, Mino Caprio non lo ha fatto solo a me, ma a tutti i tifosi biancocelesti e soprattutto a quelli che amano Long John.
Con la sua voce infatti ha dato un corpo e un anima a un testo che descrive un campione in affanno e che vive lontano dagli occhi e lontano dal cuore da chi gli ha voluto sempre bene, a prescindere.
Con la sua voce calda e intensa ha reso vive delle righe che descrivono momenti difficili e in solitaria di un uomo come tutti noi, con i suoi problemi, con i suoi sogni infranti dagli accadimenti della vita.
Solo lui, attore e maestro di doppiaggio, laziale appassionato e passionale poteva immedesimarsi in un testo rendendolo struggente e suggestivo.
Solo lui poteva trasformare un capitolo di un libro in un monologo che descrive il triste e malinconico "addio alle scene" del calciatore più rappresentativo della storia ultracentenaria della Lazio.
Mino parla e vedi Giorgio. Una magia da palcoscenico meravigliosa. Mino racconta e pensi all'esilio del campione da innocente senza saperlo, perché la giustizia arriverà quando lui non c'è più.
"Chinaglia per sempre" grazie a Mino Caprio è diventato così un atto unico che ti coinvolge e ti emoziona, che ti arriva dentro il cuore e ti scuote e che vorresti non finisse mai. Eccolo, è tutto da ascoltare...

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