di FRANCESCO TRONCARELLI
È morto David Riondino, aveva 73 anni. L'autore, musicista e attore toscano era da qualche tempo malato. da anni risiedeva nalla Capitale. La sua ultima iniziativa, incompiuta, è la Scuola dei Giullari
Nato il 10 giugno 1952 a Firenze, figlio di Luigi, un maestro elementare, David muove i primi passi da cantautore negli anni Settanta. La sua è stata una lunga carriera, tra impegno e leggerezza.
Aveva il dono dell'umorismo, a tratti sconfinante nel sarcasmo, ma sempre all'insegna del buongusto e dell'intelligenza, doti che lo contraddistinguevano.
Nel 1979, pubblica con l'etichetta Ultima spiaggia il primo album, “David Riondino”. Tra il dicembre 1978 e il gennaio 1979 ha l'occasione unica di aprire i concerti nella tournée di Fabrizio De André con la Premiata forneria Marconi. L'anno successivo esce il secondo disco “Boulevard”.
E' tra i fondatori del Collettivo Vìctor Jara cooperativa di teatro-musica-animazione. Collabora con numerose riviste satiriche: Tango, Cuore, Il male, Comix, Boxer, ed interviene sul quotidiano Il manifesto.
Negli anni ottanta l'apparizione in “Maledetti vi amerò”, film d'esordio di Marco Tullio Giordana, in seguito l'interpretazione del guru dei fattorini nel secondo film di Gabriele Salvatores “Kamikazen”.
Nel 1975 scrive insieme a Lu Colombo la canzone “Maracaibo”, che diventerà la colonna sonora dell'estate 1981 e un pezzo di culto della musica italiana di quegli anni. Dopo “Maracaibo” scrive sempre con Lu Colombo i brani “Dance alla nite”, nel 1983 e “Aurora” nel 1984.
Il dbutto in televisione nel 1987, collaborando dapprima con Lupo solitario e poi negli anni successivi con “Zanzibar”, “Fuori orario”, “Aperto per ferie”, “Maurizio Costanzo show”, “Quelli che il calcio”. Come cantautore gli anni Ottanta vedono Riondino autore del disco “Tango dei miracoli” con le illustrazioni di Milo Manara.
“Romanzo Picaresco” è il titolo dell'opera del suo debutto a teatro, nel 1989 cui seguono “Chiamatemi Kowalski” e “La commedia da due lire” insieme a Paolo Rossi.
Nella stagione teatrale 1993-1994 è in scena con “O patria mia”, diretto da Giuseppe Bertolucci con Sabina Guzzanti, Paolo Bessegato e Antonio Catania.
Debutta alla regia cinematografica nel 1997 con "Cuba libre" primo di una serie di documentari.
Due matrimoni e una figlia, Giada, Riondino in passato è stato legato a Sabina Guzzanti. L’attrice e regista della loro storia aveva detto: «Siamo stati insieme tanti anni. Un amore bello e complesso, lui colto e gentile. Una storia lunga, complicata, ma oggi siamo molto amici».
I funerali martedì a Roma alla Chiesa degli artisti di piazza del Popolo.
